Dopo un anno e mezzo di fedeltá a Ubuntu ho deciso di cambiare ed usare una distribuzione che faccia piú quello che desidero.
Ho avuto un periodo di circa due mesi di download, format ed installazioni di distro (mi é tornato il vizio che avevo alla WebValley), ne ho provate di tutti i colori: Slackware, Debian Etch/Sid, VectorLinux, FreeBSD, Mandriva, OpenSuSE, Gentoo, Sabayon, e altre che non mi ricordo neppure. Tutte hanno i loro pregi ed i loro difetti, ma tra queste ne esiste una che ha colmato ogni mia richiesta!
Si tratta di Archlinux, una distribuzione basata inizialmente su CRUX, ma sviluppata poi indipendentemente, altamente ottimizzata per i686 (ed esistono i port per x86-64 e ppc). Archlinux é dannatamente veloce (soprattutto il boot, 17 secondi sul mio portatile), ricorda molto Slackware ma segue molto di piú il principio KISS.
Bisogna davvero avere voglia di imparare per usarla, la cosa interessante é che si puó scegliere di scaricare una iso da circa 150mb contenente solo le cose necessarie per il boot ed il collegamento ad una rete, ed installarsi poi tutto ció che serve. É bello perché se si maneggia bene, si ha un sistema perfettamente funzionante in un paio d’ore, che dá letteralmente merda (chiedo scusa) a Gentoo, e senza dover compilare e ricompilare per ore.
Per chi se lo chiedesse, si, Archlinux ha pure un sistema tipo Portage di Gentoo, chiamato ABS. Se non foste soddisfatti dell’otimizzazione di un pacchetto (impossibile
) potete scaricare il sorgente e compilare. É utile soprattutto per costruire un kernel personalizzato.
Per la gestione dei pacchetti, Arch utilizza Pacman, estremamente potente e veloce, che non ha nulla da invidiare rispetto ad apt-get. Utilizza dei repositories mantenuti dagli sviluppatori ufficiali, ma anche uno estremamente grosso mantenuto dalla comunitá, chiamato AUR.
Archlinux si basa su dei file testuali per la configurazione del sistema, tanto é vero che la maggior parte delle volte che dovrete apportare modifiche, utilizzerete il file /etc/rc.conf, strutturato in modo semplice ed in grado di gestire gran parte delle necessitá del sistema. No, non esistono utility grafiche, Arch segue il prima nominato principio KISS, ed uno suo, il cosiddetto Arch Way. Dateci un’occhiata.
Archlinux é dotato generalmente dell’ultima versione di ogni pacchetto di cui potreste avere bisogno..
Potrei davvero parlare a lungo e dire tante cose, ma se doveste avere altre domande non esitate a postare un commento, vi risponderó molto volentieri!
Se voleste decidere di fare il grande passo, consiglio di leggere:
Purtroppo temo che Ubuntu-it non avrá piú il mio contributo, sono generalmente deluso dai suoi utenti, a parte delle rare eccezioni, come Milo Casagrande, al quale va tutto il mio rispetto.
Si ricomincia da capo dunque, mettendo via l’anno e mezzo di Ubuntu ed i precedenti quattro anni e mezzo di Slackware, Mandrake, Suse (si ho cominciato con Slackware perché non riuscivo ad installare Debian
)
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