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Un messaggio da quelliDiDesign?

Farsi le passeggiate nell’habitat di quelliDiDesign può davvero trasformarsi in una piacevole sorpresa!
Quella che a prima vista sembrava una semplice mostra di bizarri aggeggi creati magari durante dei laboratori si è rivelata una vera e propria esposizione di lavori per un esame di facoltà, da DIECI crediti *_*
Qui il link al pdf che presenta l’esame.
I lavori presentati variavano dalla bicicletta – carriola a tre ruote (o quattro? non ricordo) correlata da filmato dei nostri cari colleghi photoshopposi che ci giravano in un boschetto, al cubo di vetro rivestito di alluminio che dimostra che il sole effettivamente scalda le superfici, al kit per vomitare quando si è ubriachi.
Tutte opere serissime e che evidenziano l’ormai ben recepito rapporto bellezza/utilità radicato nelle menti dei designers.
Ma il lavoro, la sublime opera titanica che ha maggiormente colpito i freddi circuiti di noi informatici è stata la tuta “Nerd”, creata per chi passa la maggior parte del suo tempo davanti a un pc (noi).
Ecco la foto:
Unibz facoltà di design progetto x-treme tuta per nerd

A dir poco fantastica, permette a noi informatici di mangiare e bere i nostri cibi tipici (secondo l’autore RedBull e orsetti gommosi) senza doverci alzare dal pc!
Ovviamente per i più ignoranti era presente una spiegazione dell’opera:

X-treme designers università bolzano tuta nerds spiegazioni

Ora la grande questione sorge spontanea..quelliDiDesign:

  • Stanno proponendo una pacifica convivenza con un dono sincero, bizzarro e ilarico
  • Si dichiarano vinti e si prostrano ai nostri piedi con un dono che, secondo loro, dovrebbe placare la nostra ira funesta
  • Ci pigliano per il culo a loro volta? :D

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  1. Manuel
    February 10th, 2008 at 14:38 | #1

    In effetti ho una certa dipendenza agli orsetti gommosi, devo dire.. *_*

    Devo dire che nella descrizione hanno fatto (oltre ad una sfilza di errori :D ) un gran minestrone di tutti i preconcetti sugli informatici e sui designer. Scopriamo così che:
    - I Nerd sono assuefatti alla rete.
    - Se sai usare internet sei un Nerd.
    - I Nerd formano comunity (con una M sola). Interessante questa cosa, avranno inteso community virtuali o reali? E soprattutto, di cosa parlano i Nerd in queste community? Della loro assuefazione alla rete?
    - I Nerd non fanno attività fisica. Anzi, forse sono già passati al prossimo stadio di evoluzione umana, quello in cui non servono più i muscoli ma basta avere un cervello e qualche nervo che permetta di muovere le dita e digitare sulla tastiera.
    - I Nerd mangiano tantissime schifezze, tipo RedBull e orsetti gommosi… Beh, questa è vera :D
    - Un Designer non parla. Un Designer CONTESTA. Sempre a comunque. Un Designer non ordina un caffè, ma “contesta la società in cui il caffè non è già sul bancone quando lui arriva”.

    Grandi verità, grandi verità… :)

  2. February 10th, 2008 at 14:44 | #2

    Lo stesso autore del gadget spiega chiaramente che il progetto

    “Nasce come una sorta di critica [una sorta di critica, non un critica, mi raccomando] indirizzata alla societá, sempre piú carente di valori”

    Fantastico, qualunque opera d’arte puó essere vista come una critica indirizzata alla societá, pure una lattina di redbull

  3. February 10th, 2008 at 17:47 | #3

    a me fa ridere il fatto che quella di design si chiami “università”. è possibile che realizzando un kit per vomitare si passi un esame da dieci crediti quando io (che mi vanto di fare un’università degna di questo nome, giurisprudenza) per averne 9 devo studiare 700 pagine? poi però penso alla differenza di valore delle due lauree: io sarò rispettato ed avrò una laurea riconosciuta universalmente come “seria”, loro una volta laureati pensano che spaccheranno il mondo ma, non avendo un titolo di studio che insegna qualcosa, si ritroveranno in un mondo del lavoro spietato dove o sai fare qualcosa o non sei nessuno, e si ritroveranno a fare i bidelli. in un istituto d’arte però.
    mi consola il fatto che abbiano iniziato a prendere consapevolezza del loro futuro proiettandosi verso il mestiere di bidelli. il kit per vomitare ne è un esempio, il bidello pulisce…qualcosa in quell’università imparano allora…

  4. Matteo
    February 10th, 2008 at 18:14 | #4

    mi sembra un po’ una sorta di pigliamento per il culo da parte di un appartenente ad una comunity (con una ‘m’) che in quanto non Nerd si suppone non conosca nemmeno internet dunque..

    mi pare comunque un gesto illegittimo: noi possiamo pigliarli per i fondelli.. non il contrario.. :P

  5. February 10th, 2008 at 18:33 | #5

    e poi quelli di informatica non mangiano orsetti gommosi e redbull (manuel a parte) mangiano menthos e coca cola light, lo sanno tutti….

  6. Manuel
    February 10th, 2008 at 18:34 | #6

    o almeno, loro non possono usare Internet per farlo :D

  7. February 10th, 2008 at 18:42 | #7

    Perché nessuno parla mai di questo?
    Kebap Nerd

    Quando potró avere il mio contenitore per kebap? Completo di kit per cucinarlo!

  8. February 10th, 2008 at 20:41 | #8

    breve analisi del testo (che meriterebbe un post su haivistogira):
    prendendo spunto da un contesto quotidiano (da UN contesto quotidiano? uno qualsiasi? la vecchietta che va a comprare il pane è UN contesto quotidiano, ma non quello a cui ti vuoi riferire tu. sarebbe stato corretto scrivere DAL contesto quotidiano) e facendo riferimento alla società moderna (e qui una virgola non ci starebbe poi tanto male. il prodotto è dotato di una tasca per virgole? gli informatici ne vanno ghiottissimi) ci accorgiamo (tu ed il tuo staff di neuroni in età prescolare?) di essere sempre più schiavi della rete (lo dice anche mio zio, fa il pescatore. tu a che rete ti riferisci?). si formano così comunity (forse a design le emme le pagano e vogliono risparmiare) di persone assuefatte (assuefatte a cosa? ci sono anche persone assuefatte al crak, costoro formano comunity per condividere la loro passione? tutti gli assuefatti a qualcosa fondano comunity per discuterne?) i cosiddetti nerd (che, secondo wiki “è un termine della lingua inglese con cui tradizionalmente viene chiamato chi abbia una certa predisposizione per la ricerca intellettuale (magari associata ad una intelligenza superiore alla media)…” pertanto oltre ad aver dimostrato di usare parole senza conoscerne il significato, l’autore del prodotto dimostra anche di scrivere brochure senza controllare che il suo pensiero corrisponda al senso delle parole che scrive per esprimerlo). il progetto nasce come una sorta di critica (non una critica decente che, viste queste 4 righe non sembri in grado di fare, ma una sorta di critica, una specie di lancio del sasso per vedere che succede. dimenticandosi pure di nascondere la mano) indirizzata alla società (già, alla vecchietta che va a fare la spesa interessa un sacco la tua critica sui nerd, se invece che alla società magari la indirizzi alla comunità di informatici forse è meglio eh…). prodotto che aiuti i fruitori (mettere un articolo? un’introtuzione al concetto tipo: “il prodotto aiuta…” oppure “questo prodotto aiuta…”) di internet nel sostentamento di se stessi (infatti è risaputo che si può vivere nutrendosi solo di orsetti gommosi e redbull. inoltre anche se ciò fosse possibile certo non basterebbe un sacchetto di orsetti ed una redbull al giorno, il che implicherebbe il doversi alzare per sostituire i prodotti esauriti rendendo inutile il prodotto se questo non prevede una cartucciera di ricambio) bavaglino che consenta (gli articoli costano carissimi, sono aumentati a dismisura i prezzi di pasta pane ed articoli) ai veri nerd (perché ci sono anche i finti nerd, diffidate delle imitazioni. il prossimo prodotto su cui si baserà un esame sarà una tessera che certifica l’autenticità del nerd) di nutrirsi senza abbandonare la propria postazione di lavoro (e qualcuno ha anche previsto un modo per espletare le funzioni organiche senza abbandonare la postazione di lavoro? e qualcuno ha pensato ad un modo per lavarsi senza abbandonare la postazione? no perché uno si deve anche lavare ogni tanto, mica tutti i nerd studiano design…)

  9. February 10th, 2008 at 21:24 | #9

    Hahahahahahaha che cattiveria questo ultimo commento X-D
    Non prendiamocela troppo col povero autore dell’opera, non ce l’abbiamo in particolare con gli studenti di design, ma con il sistema intero dell’Unibz che sembra favorirli e preferirli rispetto a tutti gli altri, e non è per niente giusto ritenere uno studente di design “migliore” rispetto a uno di ingegneria, agraria, informatica, economia ecc..E noi facciamo notare nel nostro modo come non siano per niente più intelligenti,belli,bravi e migliori di noialtri :P
    Insomma, nasce come una SORTA di critica indirizzata all’unibz ^^
    Quando avremo una zona nostra noi poveri nerds, dove starcene rintanati a mangiare Orsetti Gommosi e sorseggiare RedBull? :-( siamo degli orfanelli che pascolano in giro per l’università..

  10. February 10th, 2008 at 22:00 | #10

    no no, io ce l’ho proprio con quelli di design ed insieme a loro con quelli di sociologia, scienze della formazione, scienze della comunicazione e con tutti i corsi di laurea alle “varie ed eventuali” con cui si prende un titolo di studio facendo esami ridicoli (es. esami preparati in 3 giorni, in quale università “seria” è fattibile?)

  11. Stefano
    February 21st, 2008 at 09:25 | #11

    Beh,dopo aver frequentato informatica all’unibz, posso dire che di *cagate* spacciate per opere d’arte fatte dagli studenti di design ne ho viste tante che questa non mi stupisce più di tanto, sono anni che “visitiamo” le mostre di questi talenti…

    Quello che stupisce (e fa pensare) è che la Facoltà di Informatica, a 7 anni dalla fondazione, non abbia ancora una sua sede, mentre quellididesign ce l’hanno, pur essendo arrivati un anno dopo (forse due) e pur continuando a produrre monnezza spacciandola per arte (un esempio: la mostra sui “munkelstuhl”, elaborazioni e variazioni dei seggiolini per mungere le vacche, uno dei quali pure osceno, nel senso che corredato di pene che, nella intenzioni dell’autore, doveva servire ad alleviare la fatica del mungitore/trice procurandogli piacere mentre mungeva).

    Ma tant’è: se a BZ si spendono tanti soldi per il Museion, servono anche persone che vi presentino le loro opere… allora meglio averli in casa, così costano meno, no? ;)

    PS: per quanto riguarda scienze della formazione, possibile che chi ha una laurea quinquennale (V.O.) ottenuta a Padova e patentino A non riesca ad avere un posto di lavoro a BZ perché quella laurea non è riconosciuta, mentre chi ha ottenuto una triennale a BZ ha il lavoro prima di uscire (oltre a diversi anni di anzianità regalati)? È il sistema unibz che non funziona, non gli studenti… :-)

    PS2: pur essendo un (bz)nerd, la red bull mi fa cagare, meglio un paio di buone e sane birre (w gli orsetti gommosi, però :P )

    PS3: mi pare che il commento all’opera sia stato tradotto dal tedesco, alcuni congiuntivi sono buttati lì come se fossero usati in tedesco

  12. mimi
    March 7th, 2008 at 17:51 | #12

    ciao Daniii! mi sono ricordata oggi che avevi un tuo blog…allora ci ho fatto visita:-) mi disp se non ho risp ai tuoi mess ma sono senza soldi da un po’!!! ci sent un bacio

  13. Il creatore
    November 24th, 2008 at 17:40 | #13

    PUPPATEMI LA FAVA!!!!!!!!!!!!
    ma chi vi vuole alle nostre presentazioni?
    vedete,l’unica e fondamentale differenza tra essere designer(non studenti di design,io non generealizzo!)e poveri babbei quadrupedi come voi, è quella di riuscire ad affrontare problematiche trovando possibili ed ipotetiche soluzioni e, a volte, utilizzare l’ ironia per sottolineare il processo di indagine effettuato. So che per voi questo è aramaico…conoscete questa lingua?..non vale controllare su Google!!!!
    vedo che comunque non avete un cazzo da fare..
    costruttivo perdere tutto questo tempo a postare commenti su noi studenti di design…
    andate a studiare come crakkare lo scolapasta di vostra madre…sempre se ci riuscite!!!
    per concludere, mi riferisco a Nico, studente di giurisprudenza: Bravo Bravo, io ti ammiro perchè effettivamente studi per realizzare il tuo futuro…mettiamoci pure 12 anni a finire un corso di studi triennale o quinquennale che sia!!!poi ti si prospetta un ottimo futuro…
    5/15anni di leccaggio del culo a qualche avvocato
    oppure lavoro sicuro nel studio del papy!!!!
    5/10anni di manovalanza, fotocopie, in uno degli studi in cui hai strofinato la tua bella lingua(probabilmente amici dei tuoi genitori)
    poi,forse riuscirai ad occuparti del tuo primo caso:
    la Signora Rossi è inciampata sulla chitarra del figlio mentre usciva dal bagno e battuta la testa vorrebbe fare causa alla famosa ditta Fender, produttrice dello strumento…
    scusa se te lo dico ma è una causa persa in partenza…non illuderti!!!!

  14. November 24th, 2008 at 23:35 | #14

    Ma che permaloso..intanto leggi bene il post e il commento esplicativo dove si é usata la tua “opera” per lanciare una critica nei riguardi dell’Universitá e non ce l’ho su con te in particolare…

    A parte questo, ti cito:

    l’unica e fondamentale differenza tra essere designer [..] e poveri babbei quadrupedi come voi, è quella di riuscire ad affrontare problematiche trovando possibili ed ipotetiche soluzioni

    Questa é una definizione adatta piú a persone che studiano scienze matematiche o ingegneria, dato che il loro scopo é quello di trovare soluzioni a problemi..
    Poi davvero, non sei nella posizione di dare dell’ignorante a nessuno, dopo quello che hai scritto nella spiegazione di quell’opera.. E pure nel tuo commento degno di scaricatore di porto..
    Come giá detto, non trovo per niente calibrato il sistema dei voti e dell’importanza che viene data agli studenti di design _rispetto_ agli altri studenti. Inoltre, ho alcuni amici che studiano design e che sono i primi a dirmi che non fate un cazzo dalla mattina alla sera ^^

    Mi spiace che te la sia presa cosí tanto, magari se lo rileggi un paio di volte capisci che é con la tua Facoltá che ce l´abbiamo..

  15. November 24th, 2008 at 23:39 | #15

    mamma mia te la sei presa proprio eh? si vede che sei stato punto sul vivo. Prima di tutto, craccare (con la “c”, è una parola inglese italianizzata ed in italiano la doppia k non esiste, non so in aramaico, che tu conosci benissimo, ma in italiano no) non è facile e permette a persone che non hanno un soldo bucato (come chi fa design, dato che li vedi settimane con la stessa maglia addosso) di poter usare programmi come photoshop senza pagare le centinaia di euro che costa. Secondo, io non ho il papi (senza “y”, non è una parola inglese, né aramaica) né il mio papi ha amici avvocati, io il mio posto di lavoro in uno studio me lo sono meritato. Comunque concordo con te che ci vogliano 12 anni per finire un corso di studi, da noi non basta presentarsi all’esame per avere 30, come non basta prendere cose già esistenti sul mercato, fare due foto e metterle su internet per passare un esame (parliamo di “bokx”, sul sito di designistan, giusto per citarne uno). Concordo anche sul fatto che siate ironici (tranne te, che non sai stare allo scherzo, dato che Daniel era solo stato ironico, come voi designer con le vostre opere, nel suo post), perché visto che passate 3 anni a studiare cose che nella carriera di bidello che affronterete, non vi serviranno, almeno vi conviene prenderla con ironia.

  16. November 24th, 2008 at 23:59 | #16

    Dimenticavo! Visto che sei l´autore, sei invitatissimo a dare una migliore spiegazione del tutto, dato che sono ignorante da non capire né come mai un gilet con due fascie valga 10 crediti ( = 250 ore di studio lavoro, per la cronaca), né la tua spiegazione che evidentemente é in quel famoso aramaico che qui nessuno conosce..

    Magari mi fai pure cambiare idea sulla tua Facoltá.

    Ovvio che sono stato ironico e scherzoso nel mio post, ma di scendere su toni quasi volgari non me l´aspettavo da uno studente di design, visto che tutti quelli che conosco sono parecchio simpatici e alla mano, e riconoscono pure il fatto che non siano impegnatissimi e stressati come in altre facoltá (anche di altre Universitá)

  17. November 25th, 2008 at 00:02 | #17

    non siete nemmeno coesi tra di voi:

    [...] Anche se essendo una designer dovrei dare contro al gesto, ma lo trovo interessante, serve a sottolineare come TROPPE volte delle “idee” di quarta mano già prodotte e sul mercato da 150 anni, grazie ad un nome diventano design…e questo capita tantissimo all’ Unibz!
    Complimenti all’idea, ma occhio qualcuno potrebbe usarla veramente come idea di design!

    commento tratto da:
    https://www.blogger.com/comment.g?blogID=8970875643212068971&postID=2044142806700652543

  18. Francesco
    November 25th, 2008 at 00:24 | #18

    Ciao ignorante,
    sono un designer dell’Uni BZ ho notato con molto piacere che questo blog è divertentissimo! E’ meglio di Zelig!

    Rido tantissimo perchè è veramente comico vedere come nel tuo blog, che è alla fine è il tuo mondo, ti senti onnipotente e in grado di sparare a zero su chi non vive secondo le regole del sistema binario.

    Noi designer non siamo dei computer che elaborano dati, ma pensiamo a 360 gradi e quello che vogliamo è aprire la mente ogni giorno che passa arricchendo il nostro bagaglio culturale di sensazioni ed esperienze.

    Il computer per noi non è affatto la vita, ma è solo un mezzo per realizzare le nostre idee che nascono da un processo mentale lungo e complesso. Le nostre idee sono il risultato di una ricerca che va dai semplici quotidiani che trovi ogni giorno in edicola ai libri di filosofia, dalle riviste e libri di grafica e fotografia alla ricerca di materiali innovativi. Il designer non è una macchina come voi informatici, ma è una persona che vive ogni giorno per conoscere, sperimentare, toccare, rompere, strappare e ricostruire.

    So che il verbo “sperimentare” vi suona strano, ma è quello che facciamo noi ogni giorno e ringrazio l’UNI BZ, la Facoltà di Design e tutti i miei colleghi che mi permettono di imparare ogni giorno cose nuove e se qualcosa può sembrare ridicolo per voi è perchè non avete mai provato il brivido di progettare qualcosa di vostro, di concreto, camminando all’imite fra il serio e la provocazione.

    Se quei due progetti sono stati degni di critica vuol dire che vi hanno colpito e vi sono entrati nella testa ed è quì che vi abbiamo fregato perchè non ve li scorderete mai più.

    Un ultima cosa. Noi designer non pretendiamo affatto di creare pezzi d’arte. Dell’arte non ce ne frega un cazzo (da questo punto di vista). Non siamo così presuntuosi da chiamarci artisti perchè non lo siamo.

  19. Francesco
    November 25th, 2008 at 00:33 | #19

    scusate l’errore di battitura verso la fine: ho scritto “all’imite” invece di “al limite”

  20. November 25th, 2008 at 00:35 | #20

    Stai dando di matto? Il mio sito non ha nulla a che fare con ció che stai dicendo.. Sicuro di aver postato su quello giusto, visto che immagino che Serena (si ho crackato lo scolapasta di sua madre e so come si chiama) ti abbia chiesto di postare qualcosa su un altro blog sicuramente piú critico rispetto al mio..

    Il mio sito, piú che vederlo comico immagino che tu non capisca cosa ci sia scritto (e non vederlo come offesa) perché, a parte questa pagina che é semplicemente uno sfogo sulla tua facoltá, non sparo a zero su nessuno né commento chissá cosa, qui ci sono articoli tecnici di informatica che non parlano di nessun soggetto in particolare, guardati bene intorno..

    É ben vero che quell´opera mi é rimasta in testa e al contrario di ció che ha scritto Serena per prima, voi dovreste occuparvi soprattutto di messaggi rispetto alle funzioni.
    Lavoro con grafici e designer tutti i giorni, mai avuto nulla da dire su di voi.. Sfoghi come il tuo sottolineano solo il fatto che ve la stiate prendendo sul personale senza capire veramente ció che IO ho scritto, che non ha nulla contro ció che voi fate o siete. Ma ha molto contro il modo in cui siete valutati o ritenuti importanti rispetto ad altri studenti dell´Unibz. Invidia? Certo che si, io non nascondo nulla. Ma é pure profondo senso di ingiustizia. Leggi il mio post invece che scrivere solo leggendo i commenti di questa pagina.
    Dei commenti a questa pagina non sono responsabile.
    A parte questo grazie per la tua spiegazione su ció che fate, torna sempre utile.

  21. November 25th, 2008 at 00:51 | #21

    “sparare a zero su chi non vive secondo le regole del sistema binario”, qui nessuno vive secondo le regole del sistema binario. Sai, abbiamo tutti una ragazza, pratichiamo sport, ed abbiamo interessi ed amici. Dovresti smettere di vedere l’informatico come lo stereotipo (occhiali, brufoli e pancia) che la televisione ti ha sempre mostrato, la vita non è fatta di stereotipi. Ah, pardon, già lo sai, tu sei aperto al mondo.

    “Il computer per noi non è affatto la vita, ma è solo un mezzo per realizzare le nostre idee che nascono da un processo mentale lungo e complesso”. Chi ha detto che il pc è la vita? Al massimo il lavoro, o lo svago, con qualche videogioco ogni tanto. Ancora con questi stereotipi? Ma mica eri uno aperto tu?

    ” Le nostre idee sono il risultato di una ricerca che va dai semplici quotidiani [...] dalle riviste e libri di grafica e fotografia” da cui prendete le idee che, cambiate di colore e qualche dettaglio, diventano il vostro progetto con cui prendere 30. Io ieri ho inventato la tenda da sole, pensa.

    “So che il verbo “sperimentare” vi suona strano”. La sperimentazione è quella cosa che ha permesso agli informatici di passare dal “commodore 64″ al “pentium 4″, con cui realizzi le tue idee. Senza la sperimentazione informatica non avresti la calcolatrice, la televisione, il pc… Oh, niente di fondamentale eh, ma non credo che tu non usi queste cose ogni giorno.

    “non avete mai provato il brivido di progettare qualcosa di vostro, di concreto, camminando all’imite fra il serio e la provocazione”. Io lo ho fatto, con le tovagliette che ho messo in mensa. Hai colto le parole giuste: tra il serio e la provocazione. Trovi un link sotto se ti interessa. concordo che sia una cazzata, ma ci siamo divertiti un sacco a pensarla, realizzarla, infilarla di nascosto insieme a quelle vere e vedere le reazioni delle persone. Sempre dietro ai nostri pc noi eh?

    “Se quei due progetti sono stati degni di critica vuol dire che vi hanno colpito e vi sono entrati nella testa ed è quì che vi abbiamo fregato perchè non ve li scorderete mai più”. Sono stati “degni” di critica su due blog da voi stessi definiti “poco intellettuali” e “creati da ignoranti”. Non so quanto ci sia di degno in questo (dal vostro punto di vista). Inoltre, anche la frase di Berlusconi “Obama è abbronzato” mi ha colpito molto, ma non ci vedo nulla di positivo in questo. Tutto ciò che mi colpisce secondo te è positivo?

    “Noi designer non pretendiamo affatto di creare pezzi d’arte. Dell’arte non ce ne frega un cazzo”. Scusa, errore nostro.

    http://haivistogira.blogspot.com/2008/04/attentato-allunibz.html

  22. November 25th, 2008 at 01:04 | #22

    Evitiamo di sconfinare nel ridicolo, per cortesia.
    Questo é rivolto a TUTTI.
    Il mio blog é un contenitore di esperimenti informatici o legati al mio lavoro, questa pagina é stata un excursus di mesi fa rispetto a ció che tratta di solito.
    Non é un forum contro gli studenti di design, che continuo a ripetere, non sono presi di mira da me che sono l´unico autore di questo sito.
    Ho giá scritto nei commenti ogni mia ragione ed ogni possibile spiegazione a ció che cerco di dire in questa pagina. Ció che scrive qualunque altra persona al di fuori di me non é influenzata da me e scrive guidata dal suo libero pensiero. No, non incollo questa pagina in giro a gente di informatica pregandoli di venire “ad aiutarmi”, da bravo nerd, anche perché so di non aver scritto nulla di male né offensivo. Questo invece lo state facendo voi che commentate, che é decisamente infantile.
    Tra l´altro non c´é nessuno studente di informatica che sta commentando in queste ore a parte me stesso.
    Quindi, se qualche studente di design ha qualcosa da dire a ME puó venire a dirmelo, sono spesso e volentieri in F6 a lavorare o studiare. Anche perché si sta bene lí e si chiacchiera volentieri con chi passa, che sia di Economia, Design o Informatica. Ma vi verranno dette le stesse cose che scrivo qui, io non scrivo in altri blog e non mi interessa se qualcuno odia i designer o gli studenti di design, né se gli studenti di design si sentono frustrati per questo, non é il mio caso.

  23. November 25th, 2008 at 01:32 | #23

    Tanto per essere ancora chiari, questo é in prima pagina del blog attualmente: http://task3.cc/un-chiarimento-sui-designer/

    Vedete di leggerlo bene TUTTI prima di continuare a sparare a caso su questa pagina.

  24. Francesco
    November 25th, 2008 at 02:26 | #24

    A Bodom_lx: scusami per lo sfogo ma non ce l’avevo con te nè con il tuo sito in generale ma da come Nico commenta non ci ho visto più. Non è possibile che si facciano attacchi diretti ai designer perchè la sua è solo invidia e se ha da dire qualcosa lo dicesse in pubblico.

    Nico ha fatto i nomi di chi per sei mesi ha buttato sudore e notti su un progetto di cui non sa niente, di certo noi non sputtaniamo gli informatici che creano cose che per noi non esperti in materia possono sembrare inutili.

    E poi si vede che il qualunquista non sono di certo io:
    ” Le nostre idee sono il risultato di una ricerca che va dai semplici quotidiani [...] dalle riviste e libri di grafica e fotografia” da cui prendete le idee che, cambiate di colore e qualche dettaglio, diventano il vostro progetto con cui prendere 30. Io ieri ho inventato la tenda da sole, pensa.”

  25. viola
    November 28th, 2008 at 18:32 | #25

    senza parole

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