Archlinux é potenzialmente un’eccellente distribuzione per chiunque non voglia sentirsi troppo ubuntista, in quanto non user-friendly alla windows, ma semplice e user-friendly alla Kiss (leggere questo post sul mio iniziale entusiasmo per Archlinux per saperne di piú).
Ha tutte le carte in regola per essere tra le piú diffuse, e nominata insieme alle piú famose Slackware e Gentoo, il suo package manager pacman é in assoluto il migliore che esista. Si é meglio di apt-get, non so quanto meglio di emerge, anche se fanno compiti diversi.
Con Archlinux puoi scegliere tra pacchetti pre-compilati e ottimizzati per 686, oppure compilare con un sistema simile a Portage, anche se non cosí efficace.
Archlinux lo puoi configurare quasi interamente editando un singolo file…
Possiede vari kernel pre-compilati con diversi patchsets.
I repositories di Archlinux sono praticamente allineati con l’ultima release di ogni singolo programma si voglia installare.
Insomma figo! Ma perché non decolla? Perché la usano in pochi?
Ho utilizzato Archlinux per mesi, pure sulla mia VPS.
Dal mio portatile é sparita da circa 1 mese. Dalla mia VPS é sparita oggi.
Perché, mi chiederete?
Archlinux ha tutte le carte in regola per diventare una delle distribuzioni piú utilizzata al mondo, ma per diventarlo ha bisogno di una cosa: stabilitá. Archlinux é maledettamente instabile, i repositories abilitati di default sono current e extra. Il ramo current ha pacchetti piú recenti di quelli di Debian Sid, mentre il repository testing manca poco che abbia versioni piú recenti di quelle rilasciati dagli sviluppatori ![]()
Anche utilizzando la distribuzione con i repositories di default, state sicuri che in poco tempo, magari dopo qualche aggiornamento, qualcosa si impallerá. E spesso e volentieri non é colpa vostra, come dovrebbe essere Linux, ma é perché ci sono problemi con i pacchetti installati.
Archlinux ha un release schedule parecchio strano, cambiato pure da poco: una release esce ad ogni rilascio del kernel. Insomma, un nuovo rilascio della distribuzione non si ha ogni tot mesi fissi (Ubuntu, Fedora) oppure quando é pronta (Slackware, Debian), ma semplicemente quando un kernel nuovo viene rilasciato (es: quando uscirá il kernel 2.6.22, si avrá una nuova release), verranno costruite le iso di Archlinux.
Scelte..
Pure su un server, Archlinux non é per niente adatto, tenendo fermi i repositories, un semplice aggiornamento puó bloccare tutto (nel mio caso, php5 e lighttpd, sono completamente morti). Spesso mi succedeva anche che la macchina crashasse da sola, ogni 10-12 giorni, dovevo riavviarla manualmente. Oggi é stata l’ultima goccia, siano benedetti i backup.. Ho dovuto formattare il server ed installare un’altra distribuzione (ho scelto di nuovo Debian tra le tante disponibili).
A mio avviso, per affermarsi sul serio, questa distribuzione dovrebbe organizzare delle policy di release, e concentrarsi di piú sulla stabilitá. Per il resto é ottima, facile da configurare e veloce.
Tanti auguri Archie, ci rivedremo un giorno!
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Ho provato anche Arch, ma al momento non sono ancora pronto ad abbandonare la mia povera Ubuntu… su internet la documentazione su ubuntu non manca mai…
Dipende tanto anche da quanto tempo hai per dedicarti alla manutenzione della distro.. Io ho fatto un periodo dove mi serviva il programma X subito per lavoro.. Ora sono piú tranquillo e posso dedicarmi a distribuzioni piú tecniche, Slackware e Gentoo..
Archie potrebbe davvero essere la nuova Slackware, ma ha tutta questa serie di problemi..
Arch è una rolling-release, non ha “rilasci”… quelli di cui parli sono semplicemente le ISO per installare, ma nel manuale di installazione troverai sempre un pacman -Syu che allinea il sistema all’ultima versione di ciascun package disponibile sui repository ufficiali. A differenza di Ubuntu, infatti, non avviene alcun “freeze”. Quando una nuova versione di un software è disponibile, viene pacchettizzata e inserita nel repository [testing]… e dopo qualche tempo, se non crea problemi, viene spostata in [core] o in [extra].
Se non vuoi avere una distro “bleeding-edge”, nulla ti costringe a fare un aggiornamento totale (-Syu) al giorno: puoi semplicemente trovare una configurazione stabile e mantenerla, così sarà però compito tuo tenerti informato di eventuali problemi gravi di sicurezza dei vari software insallati (soprattutto se si tratta di un server), ed aggiornare selettivamente tali package… in questo caso pacman si occuperà di segnalarti eventuali altri pacchetti collegati che richiedono un aggiornamento.
Rispondi ad una mia critica di quasi due anni fa =) è vero, non scrissi in modo chiaro che i rilasci delle iso in realtà altro non sono che uno snapshot dei pacchetti dei repositories, mentre non esiste una vera release di distribuzione come per ubuntu, fedora, opensuse ecc..
Mi lamentavo del fatto che in Archlinux non avvenga un vero e proprio controllo sulla stabilità dei pacchetti (in testing) come avviene in altre distribuzioni, perchè è una distro che vive sul bleeding-edge..se stai tanto tempo a testare la stabilità di un programma prima di inserirlo nel repo “stabile”, il programma comincia a diventare “obsoleto” (e qui ci si potrebbe tanto a discutere sulla definizione di obsoleto in programmi open-source sviluppati in modo collaborativo e aperto). Però in Archlinux ricordavo che un programma veniva inserito in “testing” nel giro di 24-48 ore dal suo rilascio come sorgente, se non il giorno stesso! Mentre da testing passava a quello stable (il core, come lo chiami tu) in un altro paio di giorni! Ho visto pacchetti di archlinux allinearsi alla versione dello sviluppatore già il giorno successivo alla loro uscita..
Anche se non sono costretto ad aggiornarla ogni giorno, non mi ritroverò mai con un sistema stabile in modo apprezzabile, perchè anche non aggiornando mi ritroverei con dei pacchetti che, quando installati, erano comunque recentissimi e poco (o non) testati.
Il mio “suggerimento” di due anni fa altro non era che un reale branch “stable” per Archlinux, dove mettere pacchetti leggermente più datati di quelli attuali ma testati con maggiore serietà..A mio avviso, date le potenzialità, guadagnerebbe molti utenti sul lato desktop, e qualche avventuriero per i server. I pacchetti sarebbero comunque più recenti di quelli di una Ubuntu, che ha una policy molto simile a quella Debian ma ha rilasci più frequenti della vecchia gloriosa, ogni 6 mesi, ma più stabili di quelli offerti da Archlinux. Almeno allora era così, ho molto più da lamentarmi su Ubuntu ora come ora..
Archlinux non la uso da quando scrissi quel post, non so se siano avvenuti dei cambiamenti nel processo di sviluppo della distribuzione, che secondo me è decisamente caotico pur non conoscendone i dettagli, e quindi le mie informazioni nel rispondere sono datate di 2 anni. So solo che avendola usata parecchio, e forse era anche più immatura allora (parliamo del 2006-2007), ho potuto constatare parecchi blocchi di sistema e software difettosi, più che in altre distro. A parte questo, è veramente adorabile, ha tanti punti di forza e ovviamente fa del “bleeding-edge” il suo punto di forza. Purtroppo anche il suo punto più debole. Scelte, il mondo delle distro è così bello perchè condito da politiche, religioni e filosofie!
Se nel frattempo sono avvenuti dei cambiamenti in Archlinux, sarei veramente felice di provarla di nuovo e tornare ad utilizzarla!
Spero di non aver fatto erroroni, vengo da 12 ore sul libro in lingua originale di Tanenbaum sui sistemi operativi, mi si perdoni il rincoglionimento =)
Per uanto riguarda il confronto tra apt e pacman io non affretterei tanto a dire chi è meglio di chi…. Per esempio in pacman mi manca tantissimo il pinning che permetta di dosare repository differenti (anche pacchetto per pacchetto) in maniera molto semplice!
A cosa ti servirebbe il pinning su una distribuzione che ha come filosofia l’avere sempre la versione più recente di ogni programma e libreria?
Assolutamente a nulla in termini di aggiornamento, infatti…. Ma serve se hai un repo non ufficiale da cui vorresti prendere SOLO alcuni pacchetti. Per esempio Kdemod mi ha creato tantissimi problemi per il fatto che c’erano differenze di release tra le qt dei repo ufficiali e quelle del repo kdemod, quindi pacman a volte aggiornava una versione a volte l’altra e cosi… Se avessi potuto pinnare il pacchetto “qt” dal repo kdemod sarebbe stato molto meglio.
In pratica ciò che voglio dire è che pacman è forse anche meglio di apt se si utilizzano i repo ufficiali, ma se si vuole creare una miscela di repo (di binari, lo so che starai pensando ad aur) secondo le proprie necessità pacman manca dei mezzi per questo cocktail.
Forse c’è qualcosa che non conosco ancora, o forse in futuro pacman prevederà anche un sistma pin-like per permettere ad ognuno di creare i propri cocktail di binari… Fatto sta che per quanto ho potuto constatare fin’ora apt mi sembra più “universale” da questo punto di vista!
Molto interessante la tua esperienza! Ho usato anche io kdemod ma non ho mai avuto questo problema, forse perchè i ragazzi dietro al progetto avevano allineato la loro versione delle QT con quelle dei repo ufficiali..a meno che tu non intenda proprio differenze nelle compilazioni delle due QT, che comunque non avevo notato.
Non conosco neppure io un modo per blacklistare dei particolare pacchetti di un repository su pacman purtroppo..
Fatto sta che adotto e abbandono Archlinux 1 o 2 volte all’anno perchè mi illudo sempre di trovarla più stabile..l’ultima volta è andata meglio del solito ma non ci siamo ancora
Si penso anche io che fosse un periodo quello del mancato allineamento delle qt tra [kdemod] ed [extra], però era un esempio per dire che mi manca un pò questa feature che sarebbe davvero interessante, anche per poter fare semplicemente il backup di un pacchetto da un altro repoun pò meno aggiornato!
Per la stabilità, io nn ho mai avuto molte pretese nel senso che non solo è una rolling distro (con tutto ciò che comporta di tanto in tanto), ma i pacchetti sono anche molto ma molto aggiornati. Francamente non ho capito come funziona [testing]: se ci passano tutti i pacchetti e vengono tutti testati per qualche giorno oppure solo alcuni. Magari sarebbe bellissimo se ci fossero due livelli di rolling in Arch: [testing] in cui passano TUTTI i pacchetti e vi restano per circa due settimane e poi il lvello [current] in cui accedono i pacchetti che hanno superato l’esame in [testing]. Questo permetterebbe DAVVERO di scegliere il proprio livello di stabilità.
Se poi la stabilità è un’esigenza di lavoro, allora secondo me devi proprio lasciar stare e andare verso Slackware, o Debian Stable!
E’ quello che spero ormai da anni su un sistema di testing dei pacchetti veramente efficace..un paio di giorni non sono sufficienti per testare. Comunque no, non ci passano tutti, solo quelli che a dir loro potrebbero dare problemi ma ci rimangono veramente pochi giorni (vedi il passaggio a Xorg 1.6).
Sono tutte filosofie, purtroppo Archlinux segue quella del “tutto e subito”. Se solo avessi il tempo e le risorse (umane e non), tirerei su una distribuzione basata su Archlinux (e pacman) ma con una filosofia di rilascio pacchetti non tanto diversa da quella che proponi tu
Wow e non dimenticare il pinning! Se così fosse sarei il tuo primo utente!
In realtà qualcosa del genere esisterebbe già: http://www.debian.org/devel/testing.it.html Ma ciò che non sopporto è il periodo di freeze! Mi piacerebbe fosse continuamente rolling!
Come la chiameresti?
dici? non è raro che un dist-upgrade su debian testing renda il sistema inutilizzabile (parlo anche per esperienza personale) a meno che non si è molto vicini al freeze dei pacchetti appunto..Non ricordo dove era pure presente un articolo che concludeva che se cerchi cutting edge software dovresti usare debian unstable invece che testing, perchè per non ricordo quali ragioni di policies interne era addirittura meno instabile della testing..
Perchè non provi con Sid, che è continuamente in rolling ma ha comunque software più testato di quello in [current]di Archlinux? Senza contare che in caso di problemi ha più sviluppatori pronti a risolverlo.. Se in caso c’è anche Sidux, che è basata su Debian Sid ma con non poche modifiche per renderla ancora più vivibile..anzi mi sta tornando voglia di usarla
Anche io l’ho usata in passato sidux, ed è tra le distribuzioni che mi hanno lasciato un migliore ricordo… Che si chiami proprio “sidux” la distribuzione che abbiamo in mente…. Mi stai tentando!
arch è bella e leggera, ma ha il brutto difetto di essere INSTABILE. Il prezzo da pagare per il bleeding edge è troppo alto, per lo meno per uno che non cazzeggia ma che usa un pc per lavoro e/o per dati importanti. Dopo 8 mesi felici un upgrade mi ha mandato a puttane il laptop, senza poter ripristinare il kernel vecchio in maniera semplice.. molto meglio debian testing con prima installazione minimale, un buon compromesso.
Hai ragione. Anche debian testing ha i suoi difetti ma per lo meno i pacchetti passano da sid a testing solo se non creano più casini di quelli creati dalle versioni precedenti!
Il fatto è che debian testing non è una “rolling distro” vera e propria… Se si vuole una distribuzione a rilasci rolling il prezzo da pagare è proprio il cardio palma! Soprattutto poi se è una rolling che tende ad avere la maggiorparte dei pacchetti “vanilla”!!
Chissà perchè cambio e cambio distro ma alla fine ogni due mesi mi ritrovo a reinstallare debian stable (con qualke backport)!!
Ps: Ma cosa è successo esattamente? E’ definitivamente morto il tuo laptop? Non si poteva proprio recuperare?
Mi sto chiedendo perché un mio post di 2 anni fa sia improvvisamente tornato visibile su google..comunque su Archie siamo in molti d’accordo riguardo l´instabilitá, anche se molti fan accaniti sono pronti a giurare che non ci sia mai stato nessun blocco… É stata la distribuzione con la quale ho visto quasi la totalitá dei freeze di sistema mentre era in uso, cosa rarissima su Gnu/Linux.
Per il resto ha cosí tanti altri punti a favore, tra la semplicitá di configurazione, il sistema pacman e AUR, la performance…
Ma in informatica tra stabilitá/funzionamento e [tutto il resto], cosa si dovrebbe scegliere?
Riguardo la questione Sidux/Debian Sid e Debian Testing, ci sono alcune risposte in questo thread di linuxquestions. Persone che dicono di usare Sid da anni senza aver avuto problemi di nessun tipo..
Posto la stessa discussione sul forum di archlinux http://www.archlinux.it/forum/viewtopic.php?id=5267
La sto seguendo..a proposito, sono passato veramente a Debian Sid (Sidux) il 10 giugno
Ah e come va? Bilancio in un mese? Ti sembra più stabile di arch?
Io ho invece virato verso i piedi sulla terra ferma di lenny! Il resto del divertimento (quello che non ho nei dist-upgrades) lo trovo nel destreggiarmi tra pinning, backport fatti in casa e ricompilazioni varie (kernel compreso)!!!
E non me ne pento!!!
Decisamente parecchio piú stabile di Arch. Meno performante sicuramente, ma neanche tanto meno alla fin fine. Nessun problema di nessun tipo eccetto uno strano malfunzionamento di ndiswrapper con il kernel 2.6.30 (ma il kernel di quelli di Sidux,non quello di Debian),che peró credo sia un bug legato alla combinazione miei drivers + ndiswrapper + kernel sidux 2.6.30..Il resto tutto benissimo, penso proprio che rimarrá stabile per un bel po´ nel mio portatile
vabbè, google mi ha portato qui, da utente arch non potevo esimermi dal dare il mio parere.
Che arch necessiti di attenzione è un fatto, nessuno si sognerebbe di dirti “dai pacman -Syu e vai a berti un caffè”, un occhio alle news e ai messaggi di pacman ci va sempre, specialmente quando ci sono di mezzo pacchetti importanti. Ci sono stati problemi col passaggio a Xorg 1.6, colpa di documentazione mancante, ma gli avvertimenti c’erano – io ho aspettato di capire cosa dovessi fare per dare un pacman -Syu, e i problemi non li ho visti.
Per il resto, uso arch da aprile dell’anno scorso, e in un anno e mezzo mai avuto problemi seri. I freeze, almeno su questo laptop, me li beccavo con ubuntu – qualcosa con la scheda grafica, ma se devo smanettare con ubuntu tanto vale smanettare con una distro nata per smanettare.
Sento tanto parlare di instabilità, anche sui forum di arch c’è chi si lamenta, ma sta di fatto che la stragrande maggioranza di quelli che dice “l’aggiornamento mi ha sputtanato il pc” scoprono di aver toccato i file di configurazione sbagliati, per i cavoli loro, ma danno la colpa all’ultimo pacman -Syu.
L’unica cosa di cui farei a meno di arch (motivo per cui cercavo informazioni su sidux) è la configurabilità – obbligatoria. Insomma, non mi spiacerebbe installare un pacchetto qualsiasi, da xorg a samba o mysql o texmaker, e trovarlo già auto-configurato e pronto all’uso. Senza rinunciare al rolling-release!
Per ora però non ho letto opinioni così entusiaste, rispetto ad arch, su sidux (vedi http://forum.ubuntu-it.org/index.php/topic,278929.msg2274001.html#msg2274001, dove i problemi di arch non li ho personalmente mai riscontrati, per cui…), quindi finchè funziona me la tengo, tanto ormai è configurata
Comunque, scusa il dilungamento e buona continuazione – sempre su sistemi liberi, mi raccomando! =D
E’ sempre un piacere ospitare commenti civili e ragionevoli!
E sì, l’importante è stare su sistemi liberi. Se poi scoppiano le guerre religiose poco importa, basta essere costruttivi